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    KTM X-Bow Street

    KTM X-Bow Street

    FA BENE UN PO' DI... MOTO


    La vostra idea di auto? Cancellatela, ripartite da zero. Impossibile incasellare la KTM X-Bow, se non come un incrocio di mondi lontanissimi. Un po' auto, un po' (tanto) moto: una naked, per l'esattezza, dove il concetto dell'essenzialità è stato portato all'estremo, tanto da considerare superfluo persino il vuoto di un bagagliaio.

    È un giocattolo lungo 3,74 metri, con un accessorio "irrinunciabile": il volante estraibile. Costa un botto (quasi 1.200 euro), certo, ma ti permette di riprodurre la gestualità di un pilota di Formula 1. Non ci sono le porte (bisogna scavalcare) e il sedile, fisso, è uno straterello di gomma steso sulla nuda fibra di carbonio. A bordo le regolazioni, "amplissime", sono due: quella del volante, in altezza e profondità, e quella longitudinale della pedaliera. Fine. La cosa pazzesca è che ci stai pure comodo, nella X-Bow. Più che altro perché la posizione di guida è naturale.

    Anche la leva del cambio è al posto giusto: corta, manovrabile, precisa. E dolce. La morbidezza dei comandi, però, non è casuale: l'idea della KTM era quella di costruire un'auto con la quale raggiungere l'autodromo su strada guidando nel traffico senza smadonnare. Il pedale della frizione, invece, è molto pesante, 19 kg, ma è anche modulabile e resistente, mentre lo sterzo mantiene un carico costante, richiedendo uno sforzo supplementare solo in manovra, perché il comando non è servoassistito.

    La strumentazione è essenziale, completamente digitale, con le informazioni essenziali per tenere sotto controllo temperature, giri del motore e velocità. Dalla parte del passeggero non c'è nulla, se non una borsina morbida attaccata alla scocca con due strisce di velcro per i documenti. La voce, ma solo quella, del TFSI Audi-VW è ruvida, rude, grezza, in netto contrasto con le raffinatezze del comparto telaio-assetto-sospensioni (firmate Dallara), e al primo giro di giostra in pista te ne accorgi. Il turbobenzina da 240 CV è onesto e generoso, non vibra, e tutto quello che ha da offrire lo esprime ai bassi e medi giri.

    L'allungo è modesto e dai 200 all'ora in su serve un aeroporto per prendere ancora un po' di velocità. Ma non è un problema, perché ciò che fa letteralmente paura è la velocità in curva, dove non bisogna assecondare il proprio istinto di conservazione, ma osare ben oltre. La KTM X-Bow ha una tenuta di strada di due spanne superiore a quella di qualsiasi auto stradale. Consigliabile l'uso del casco: guidare senza è una follia. Si può farne a meno giusto per andare al bar o a prendere il giornale. Anche se usare la X-Bow per fare queste cose è abbastanza uno spreco...

    (quattroruote)

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